Beh sì, in effetti forse avrei dovuto dirtelo prima … so che è passato un po’ di tempo ma ho pensato tante volte, anche oggi, anche adesso, a come dirtelo; è un po’ come se fosse successo ieri. Dai, non prendertela.. sai anche tu- o almeno dovresti saperlo!- che certe cose vanno masticate tanto prima che le si possa buttar giù ….
Sapevo che l’avresti detto! È una cazzata per te, per me no! Non lo è affatto. È una cosa stupenda, un legame si può creare anche dal nulla. Un legame d’affetto non ha bisogno di regole, paletti, luoghi o tempi adatti..ha solo bisogno dell’amore tra le persone. Eh già, per te l’amore è una parola troppo grande per poterla sprecare così … solo scuse, balle dietro le quali nascondi la tua incapacità di amare un qualsiasi essere umano al di fuori di te! Non la userai mai questa parola, tu! Peccato per te.
Ho aspettato prima di dirtelo perché riflettere rende ogni cosa più bella. Se te ne avessi parlato subito magari avrei dispensato più particolari, maggiori dettagli e piccoli passaggi che oggi, purtroppo, non ricordo più.
Al contrario, oggi rivedo tutto, il quadro si è allontanato sempre di più e i particolari sfuggono, ma emerge la visione completa di quel che è stato, incorniciata dal passato e da quel che allora era futuro, oggi, passato. Cosa vedo nel quadro? Un ponte, soleggiato, di legno; uno di quei ponti da quadro impressionista, con le ninfee, l’acqua placida ma allo stesso tempo misteriosa che vi scorre sotto. Quel che c’è fuori è diventato parte del dipinto e oggi vedo a cosa serviva quel ponte, cosa collegava e quanti di questi ponti vorrei ci fossero nella mia vita.
Posso parlarti sinceramente?! Mi sembra ultimamente di vivere da eterna turista. Non mi sento a posto mai, ovunque dorma,in qualunque letto io chiuda gli occhi so che mi sveglierò in un letto estraneo. L’inconsistenza genera riflessività e l’incertezza la rende confusa. C’ho messo un po’ a riportare il chiarore della serenità. Anche se mi sembra ancora troppo uggioso per soddisfarmi. Ma qualcosa c’è. Deve esserci, o semplicemente ho voluto che ci fosse, voglio vederla. Questo ponte c’è, lo so. E non me ne frega niente se mi dite il contrario, l’avete sempre fatto e io – nonostante voi- ho sempre continuato a volerlo attraversare! L’ho sempre cercato e quando mi serviva l’ho anche sempre trovato.
Continuo a ripensare a quella sera … l’altra … Ho sentito nel sangue una cosa nuova, una voglia diversa, l’età che cambia e si fa sentire dentro le viscere. Mi sono scoperta diversa, scoperta a cercare la felicità dove mai prima; a guardare il mondo con altri occhiali. Ero molto sola per questo, nella mia testa. Ma anche molto sorridente, sempre lì dentro … cosa strana! E allora - sai una cosa?! - ho pensato di nuovo a quel ponte!
Lei sfogliava i suoi ricordi, le sue istantanee, i suoi tabù … ripescare tutta la vita dalla stanza degli oggetti smarriti … ripescarla tutta quanta, metterla in un vaso di vetro colorato, chiudere il coperchio e mescolare tutto ben bene. E che ne esca quel che deve uscire, senza freni, senza rimpianti o rimorsi ché sono solo inutili. Io sono quel sono. Accettarlo è l’unico modo per smettere di esserlo. In realtà, è l’unico modo per smettere un sacco di cose.
La gloria del risveglio non ha eguali, nulla è più carico di potere quanto due occhi che si aprono ancora e ancora e ancora su di una vita che vale la pena di essere vissuta. Stasera penso solo a lei, stasera è lei la mia padrona e la mia liberatrice.
…
Pronto?
Ehi, ciao!
… … …
io?!... Niente, pensavo!
…
ma a niente … cavolate! …

1 commento:
Bello. Ho avuto due sensazioni mentre lo leggevo..mi sembrava il capitolo di un libro di Fabio Volo. Mi sembrava perfetto per un testo teatrale. So che non è niente di tutto questo, ma so che dietro queste parole si nascondono i tuoi pensieri che sono gli stessi che abbiamo noi. A volte tutto sarebbe più facile se lasciassimo sul comodino la paura di essere smascherati.Ti voglio bene.
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