martedì 24 giugno 2008

Ma che disperazione!





.shampista.
.cassiera alla coop.
.controllore dell'Atac.
.vigile urbano.
.assessore alla cultura.
.contadina.
.apprendista.
.bidella.
.pizzettara.
.inserviente.
.lavacessi.
.cartomante.
.addetta alle televendite.
.attrice di telenovelle squallide sudamericane.
.arrotina.
.autrice dei testi di Tiziano Ferro.


Offritemi solo uno di questi lavori o anche un altro e io lascio gli studi.
Mi accontento anche del part-time.

Carmenprossimaall'esaurimentonervoso

mercoledì 4 giugno 2008

I hate to look into those eyes and see an ounce of pain


VERDE. "Che colore è?" MERDA. Le cose che faccio. ROSSO. Lo smalto sulle mie unghie per attirare la tua attenzione e coprire le mie insicurezze. GRIGIO. Il fumo di queste sigarette che odio da quando ti conosco. NERO. Il mio cuore oggi e il tuo umore.
Cos'è che siamo noi, qui? Marionette che si agitano su di una palla che ruota e non riescono a farmarla né tantomeno a capire dove vada. Forse non va da nessuna parte né si muove.
"Come ti sei ridotta così?" -"Non lo so"
Ogni pensiero coincide con un buco nello stomaco, grande quanto questa palla irrazionale, pesante quanto la consapevolezza della sua e nostra irrazionalità. L'unica cosa che non avrei dovuto avere è esattamente questa: la completa e totale umanità, quella che ti fa pentire di essere travolto dai sentimenti, la ragione stessa del nostro essere travolti. Si sa, però, che il vortice non procede in linea retta, che torna indietro e ricalca se stesso, che la consequenzialità non è una prerogativa dell'irragionevole status di Homus Sentimentalis. Perciò quel che si fa sull'onda di una "passione" (e qui mi aiuterebbe Spinoza) non è mai ciò che sarebbe opportuno fare, si torna indietro e si agisce nel senso di marcia opposto. E si sbaglia, irrimediabilmente.

Ogni ricordo, ogni parola detta, ...soprattutto ogni parola non detta... sono motivo di angoscia a sconvolgimento, disperazione e miseria.

Il punto è che la consapevolezza delle conseguenze di un gesto inconsulto rende il gesto in sè ancora più stupido. L'inconsapevolezza non è una giustificazione bensì una motivazione; la motivazione in questo caso è l'insicurezza insieme alla preannunciata possibilità di dolore.
Qualcosa di previsto, immaginato, sospettato, pensato talmente tanto da diventare reale ancor prima che potesse accadere.

Ma perchè tutte quelle parole? Perché rendere sospettosa e preoccupata una persona senza motivo? Perchè?!

Si è talmente preparati a non DOVER rimanere male per qualcosa che si attende che questo "qualcosa" accada da un momento all'altro. E infatti non è accaduto. La realtà, però, perde di validità al cospetto dell'immaginato che s'insinua fastidiosamente nel cuore. E
distrugge personalità e pacatezza, la riflessività va a farsi fottere, la percezione del reale la si butta nel cesso. Si diventa quel che non si vuole, ci si guarda nello specchio dandogli le spalle. E poi... E poi nulla può essere detto, fatto, spiegato per concellare quel che è stato. Si può semplicemente mettere fuori tutto, scoprire le carte. Cercare di spiegare che la gravità di certe azioni non la si misura, per me, con una bilancia comune, se di comune in me come in te c'è poco o niente. Cercare di spiegare che " la prenderò, un giorno, come fa il vento alla schiena" è una delle frasi più cariche di erotismo che siano mai state scritte, sebbene Faber l'abbia riferita alla madonna. Che un gesto subdolo vale mille cazzate; che il tarlo che s'infiltra e ti attanaglia ti trasforma in un animale strano. Si può solo chiedere scusa, col cuore piangente. Si può solo dire che non ho mai avuto tanta paura di perdere qualcuno come oggi. Si può solo dire che preferirei avessi fatto tu quel che ho fatto io.


Sapresti tacere il dolore e non portarmi rancore,
supponendo che soffri perché amore non ti do?
Amore, amore...supponiamo dei giorni a creare ricordi... Amore, amore...supponiamo quei giorni a sfogliare i ricordi...